Mi chiamo Eva e sono slovacca. All’età di nove anni, per la prima volta nella mia vita sentii parlare da una mia amica della “verginità per il Regno dei cieli”. Il Signore fin da subito accese nel mio cuore un fuoco per questa chiamata, fuoco che venne costantemente alimentato dalla Sua Parola e per mezzo degli amici con i quali condividevo lo stesso cammino e da situazioni diverse che ogni giorno vivevo.

Sono cresciuta con questa “idea” della chiamata, cercando il posto e il luogo dove consacrarmi e spesso pronunciavo queste parole: “camminando su questa strada, sarò la persona più felice del mondo”, pur non avendo coscienza del significato di ciò che ripetevo.

All’età di 16 anni mi innamorai, come tante altre ragazze coetanee, di un ragazzo con cui condividevo la stessa chiamata e che mi parlava di Gesù come se fosse una persona viva.

Proprio in questa circostanza entrò ancora più fortemente nel mio cuore il Signore Gesù, e così feci un’esperienza viva della sua presenza che diede più valore a questa chiamata alla verginità che fin da bambina sentivo dentro di me. Divenne a tal punto che iniziai ad essere confusa perché ero innamorata di quel ragazzo.

Non sapevo quale decisione prendere, sperimentavo che il Signore mi lasciava libera di decidere, anzi mi aveva donato un ragazzo così come glielo avevo chiesto e così decisi di stare con lui, con la speranza che, se questa non fosse stata la Sua volontà, Gesù mi avrebbe dato l’opportunità di cambiare. Con questo ragazzo vivevo come in una favola, ma non ero felice perché volontariamente stavo spegnendo la chiamata che il Signore aveva messo in me, ma Lui non permise che questo fuoco si spegnesse completamente perché Lui era accanto a me, mi stava aspettando, come un gentiluomo e con il suo amore concreto prevalse in me.

Finalmente capii la frase che sempre mi ripetevo “camminando su questa strada, sarò la più felice del mondo”! Gesù è la mia felicità e solo Lui mi ha dato le forze per lasciare questo ragazzo a cui volevo bene, ma non è stato un lasciare per “avere meno”, ma uno sperimentare e vivere la gioia piena nella mia vita.

Gesù mi ha dato cento volte di più: i fratelli e le sorelle della comunità ai quali voglio tanto bene e con i quali condivido ogni giorno la stessa chiamata e che mi accolgono così come sono.

Per questo ho deciso di seguire Gesù deponendo la mia vita nelle Sue mani significate dai miei fratelli per non gestirla mai più da sola e di impegnarmi a lasciare il matrimonio, la mia libertà e i beni materiali per sempre.

Posso dire che la mia chiamata è simile a quella del profeta Geremia: “Mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciato sedurre; hai fatto forza e hai prevalso… nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, mi sforzavo di contenerlo ma non potevo” (Ger 20,7.9). Oggi sperimento davvero che “camminando in questa strada, sono la persona più felice del mondo!”.

Forse anche tu che sei giovane sperimenti che il Signore già ha acceso nel tuo cuore questo fuoco della chiamata per la Verginità, magari lo sentirai più tardi. Quando ti accorgerai che c’è, non cercare di spegnerlo volontariamente come ho fatto io e questo mi rendeva infelice e confusa.

Non avere paura di rispondere a Gesù: Lui vuole la tua felicità e vuole darti cento volte di più di quanto lasci per Lui, anzi ancora di più.