Gita a Torino e pellegrinaggio alla Sindone

Durante il mese di maggio la Comunità della Koinonia di Strona ha visitato diverse frazioni di Strona recitando di sera il rosario insieme ai parrocchiani delle frazioni stesse.

Affidando a Maria le intercessioni di ognaSabato 30 maggio le parrocchie dell’Unità Pastorale del Mortigliengo hanno organizzato una gita a Torino con pellegrinaggio per visitare la Sindone e i luoghi di Don Bosco.

A guidare i 60 partecipanti all’interno dell’itinerario sono stati i parroci delle parrocchie del Mortigliengo, don Renzo e p. Luca.

La gita è iniziata dal Viale dei partigiani di Torino dal quale abbiamo camminato lungo il percorso
di avvicinamento al Duomo di San Giovanni Battista per 850 metri, che ci ha portato dopo la visione di un video introduttivo, direttamente davanti alla Sindone, dove abbiamo avuto un momento di contemplazione e preghiera: è stato emozionante poter vedere il lenzuolo di questo uomo che è stato flagellato e crocifisso e che crediamo essere il nostro Signore Gesù, che ha compiuto tutto questo per noi e per la nostra salvezza.

Successivamente siamo andati nel complesso salesiano di Valdocco per il pranzo, e dove nel pomeriggio abbiamo assistito alla visita guidata ai luoghi di Don Bosco: il primo Oratorio ovvero l’attuale “cappella Pinardi” da dove ha avuto origine tutta l’opera salesiana; la chiesa dedicata a San Francesco di Sales, persona molto importante per Don Bosco in quanto da lui si è ispirato e prendono il nome i Salesiani stessi; le “camerette” di Don Bosco, ovvero gli ambienti da lui abitati e una zona espositiva che raccoglie diverse immagini e dipinti che raffigurano Don bosco e le persone che sono state a contatto con lui.

La visita guidata a Valdocco si è conclusa nella Basilica di Maria Ausiliatrice, nata dal coraggio di Don Bosco e dalla sua grande devozione alla Madonna, dove abbiamo pregato davanti alla sua tomba.

Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto la località di Sant’Ambrogio in Val Susa che accoglie la maestosa “Sacra di San Michele”, un’imponente abbazia fondata tra il 983 e il 987 dove abbiamo terminato il nostro pellegrinaggio.
Eretta sullo sperone roccioso del monte Pirchiriano, la Sacra deve il suo nome all’arcangelo Michele al quale è dedicata e di cui ha diffuso il culto in Italia e in Europa.
Inserita in uno scenario altamente suggestivo, richiama immediatamente i due insediamenti dedicati anch’essi a San Michele di Mont-Saint-Michel in Normandia e Monte Sant’Angelo nel Gargano.

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