Koinonia – Il sacrificio di Isacco

Domenica 28 giugno si è tenuta la giornata di Koinonia a Strona, iniziata con l’eucaristia in chiesa e successivamente nel salone Betania.

Durante l’omelia p. Luca ha parlato della fede e quindi della fiducia da riporre nel Signore, anche quando le situazioni ci appaiono insormontabili e impossibili umanamente.

Durante l’insegnamento in Betania ha proseguito il programma sulla storia di Abramo, affrontando la storia del sacrificio di Isacco.

Come racconta il libro della Genesi, Abramo aveva lasciato ogni sicurezza per dirigersi nella terra che Dio gli aveva indicato e per seguire la promessa che Lui gli aveva fatto di moltiplicare la Sua discendenza. Dopo aver realizzato la Sua promessa e aver dimostrato in Abramo e in Sara la sua fedeltà con la nascita di Isacco, Dio lo mette di nuovo alla prova chiedendogli il suo unico figlio, il figlio della Promessa.
Abramo non esita, ma saldo nella fede si mette in cammino e porta con sé il figlio nel luogo del sacrificio. Senza porsi mille domande e senza dubitare Abramo confida nel Signore fino all’ultimo istante, credendo che Lui avrebbe provveduto all’olocausto. Così accade: Dio provvede un ariete per l’olocausto e non permette che Abramo uccida il suo unico figlio Isacco.

«Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt’e due insieme; così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede».
Genesi 22, 8-14

L’atteggiamento di Dio apparentemente sembra essere incomprensibile e crudele, ma quello che è accaduto ad Abramo, Dio lo compie anche nella nostra vita mettendoci alla prova in diverse situazioni.
Attraverso di essa Dio vuole verificare se Lui è al primo posto nella nostra vita e quale è il nostro atteggiamento di fronte a questo: se il nostro cuore è libero per Lui o se è attaccato a qualche cosa o qualche persona o addirittura alla Sua promessa più che a Lui.

Il Signore desidera che il nostro cuore sia aggrappato soltanto a Lui e che sia pronto a compiere ciò che Lui ci chiede di fare, proprio come ha fatto Abramo che non ha dubitato nel progetto del Signore, ma saldo nella fede gli ha donato tutto quello che aveva di più prezioso.

Il Signore ha in serbo una grande promessa per la nostra vita; è per questo che ci chiede di seguirlo con docilità, mettendolo al primo posto e donandogli tutta la nostra disponibilità, senza dubitare del Suo amore.

Dopo alcune testimonianze, l’incontro si è concluso in un clima di amicizia con un pranzo di condivisione.

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