Mi chiamo Tiziana e mio marito si chiama Doriano. Viviamo in un piccolo paese della provincia di Biella, ci siamo conosciuti il 15 Agosto del 1978 e ci siamo frequentati per circa tre anni e mezzo. Ci siamo sposati il 30 Maggio dei 1981 e dopo tre anni e mezzo di matrimonio è nato il frutto del nostro Amore, un bellissimo bambino di nome Devis, il nostro unico figlio.

Devis fin da piccolo era un bambino buono ed altruista e crescendo sviluppò ancora di più queste qualità.
Intanto la nostra vita scorreva felice, tra il lavoro, la casa, le amicizie, insomma una vita come tante famiglie. Andavamo in chiesa nel periodo in cui Devis si preparava a ricevere i sacramenti della Comunione e della Cresima. Una volta ricevuti i sacramenti frequentavamo la chiesa solo a Natale e a Pasqua.
Un giorno, esattamente il 7 Gennaio 2002, all’età di appena diciassette anni; nostro figlio si ammalò di una gravissima forma di leucemia. Da quel giorno cominciò il suo e il nostro calvario, avanti e indietro per gli ospedali, dopo il primo e il secondo anno di cure, Devis si era ripreso e sembrava che procedesse tutto bene, poi però si ripresentò di nuovo la malattia e quindi dovette ritornare in ospedale per ricevere tutte le cure per poter affrontare il trapianto del midollo. Purtroppo anche il trapianto non valse a nulla.

Negli ultimi cinque mesi della sua vita terrena, Devis ha avuto la grazia di avere accanto un sacerdote di nome Nunzio, veniva in ospedale anche di notte per portare l’Eucarestia a mio figlio, (in quel periodo era molto felice e aveva espresso il desiderio di diventare anche lui un sacerdote).
Nel mese di aprile del 2006, durante la settimana Santa, che precedeva la Pasqua ed anche la fine del suo viaggio terreno e il ritorno verso il Padre Celeste, Devis aveva espresso il desiderio di conoscere e incontrare il Vescovo e così il 10 Aprile 2006 il vescovo fece visita a Devis in ospedale.
Dopo un saluto fraterno, il Vescovo ci chiese di uscire perché voleva rimanere solo con nostro figlio. Io e mio marito eravamo così pieni di gioia ed incuriositi di vedere il Vescovo parlare con il nostro carissimo Devis , così ci siamo messi a sbirciare come due bambini, dal piccolo vetro che si trovava sulla porta della camera. Fu un’emozione vedere il Vescovo inginocchiato dinanzi al letto di nostro figlio come se fosse inginocchiato davanti a Gesù sulla Croce: quel momento fu indimenticabile e importante per la nostra crescita spirituale.
Il giorno di Pasquetta cioè il 17 Aprile 2006 Devis è ritornato al Padre Celeste!

Si può immaginare dopo questo grande dolore cosa successe: disperazione, angoscia, abbandono, una vita vuota e triste! Mio marito era arrivato al punto di avere avuto un pensiero di suicidio molto forte. Una sera, mentre io ero al lavoro, mio marito era seduto sul letto di nostro figlio Devis nella totale disperazione, si ricordò che nel cassetto del comodino c’era una scatola di pastiglie di sonnifero, Doriano allora prese in mano quelle pastiglie per farla finita, perché sentiva che in quel momento la sua vita non aveva nessun significato, ma ripensando a me, capì che mi avrebbe procurato un immenso dolore e così ripose le pastiglie nel cassetto. Quando arrivai a casa mio marito si confidò subìto con me e mi disse quello che voleva fare, allora ci abbracciammo piangendo, e ci promettemmo che mai più avremmo pensato di toglierci la vita, perché Devis non avrebbe voluto.

Ma un giorno, precisamente, il 12 Novembre 2006, cioè il ventiduesimo compleanno di Devis (era il primo senza nostro figlio) il Signore Gesù si servì di due persone, per condurci ad una casa di preghiera della comunità Koinonia Giovanni Battista. Lì conoscemmo dei fratelli e delle sorelle che lodavano il Signore Gesù, e così anche noi abbiamo imparato a conoscere la persona di Gesù Cristo. Dopo tre settimane che frequentavamo la casa di preghiera, abbiamo partecipato ad un Corso Filippo della comunità, tenuto da una coppia di sposi, Manuel e Ketty. Durante questo corso, io e mio marito abbiamo fatto un’esperienza di Gesù vivo in mezzo a noi e da quel momento, io e mio marito ci sentiamo liberi dalla sofferenza, perché Gesù ha guarito il nostro cuore, lo ha trasformato con il Suo Grande Amore di Padre, e ci ha consolato perché chi crede in Dio sente il tocco guaritore che è Gesù Cristo. Sono passati due anni da quando abbiamo cominciato a frequentare la casa di preghiera e a fare questo cammino di speranza, aiutati e guidati dalla comunità.

Gesù Cristo è morto e risorto per noi, ha sofferto per noi, per poter portare salvezza e conforto alle nostre sofferenze. Il Signore Gesù ha permesso questo dolore, ma ci sta riempiendo in un modo nuovo. Io e mio marito, siamo così gioiosi ed entusiasti di fare questo cammino, perché Lui si è fatto incontrare da noi, quando ci sentivamo abbandonati, il Signore era sempre li accanto a noi, in attesa che aprissimo il nostro cuore e ci lasciassimo amare e guidare da Lui.
Noi siamo testimoni alla quale Gesù ha salvato la vita, ha dato la grazia dì poter stare insieme e di fare questo cammino, di essere testimoni di come ha trasformato la nostra vita, perché quando tutto sembra perduto, il Signore interviene e trasforma la sofferenza in gioia e non si guarda più al passato con sofferenza, ma si riesce a scorgere un futuro pieno di grazia, anche se le prove ci sono sempre, ma noi sappiamo che non siamo più soli, ma c’è il nostro Gesù che con tanto amore ci guida e interviene in tutte le nostre difficoltà.

Una mattina mentre eravamo in preghiera, abbiamo sentito nel nostro cuore, che il Signore ci chiedeva di fare un passo molto importante, quello di aprire la casa di preghiera. Nella nostra casa dì preghiera vorremmo che tutte le persone che vengono facciano l’esperienza della persona di Gesù, vogliamo essere testimoni di come Gesù ha cambiato la nostra vita e se ha fatto questo per noi lo farà anche a quelle persone che come noi hanno avuto il nostro grande dolore. Ora io e mio marito sappiamo cos’è l’Amore: una persona, Cristo Signore vivo accanto a noi.